in viaggio con la zia: gusti di frontiera gorizia -ITA-

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ho iniziato a fotografare con una minox che mi stava in tasca ma non aveva niente di automatico, ero alle medie. poi son passata a una reflex pentax nx. me le prestava tutte mio papà. ho iniziato a cambiare obiettivi, ho fatto dei corsi di una noia mortale, altri mi hanno fatto conoscere bella gente e ho pure stampato in bianco e nero alcuni scatti che adesso son appesi di fronte alla libreria. mio papà diceva che se in un rullino una era bella, potevo star anche contenta. erano gli anni dei rullini fuji, facevo dia. ne facevo tante, alla fine dei viaggi facevo la conta di quanti ne avevo fatto. dicevamo che si “giocava a rullini”. ero sempre preoccupatissima per i rullini che dovevano passare sotto il radar della sicurezza negli aeroporti, di più per quelli scala, rari, preziosi e costosi. ho fatto foto che non rifarei, sembrava puntassi un mitra sulle facce della gente, e qualche volta le ho sentite e son scappata correndo o -peggio- facendo finta di niente. ho perso un’infinità di tappi per obiettivi. poi son arrivate le digitali che non hanno fatto molta fatica a portarmi dalla loro parte. quando mi dicevano che era troppo facile fare foto con quelle, che si facevano poi come si volevano e si modificavano e di cambiavano i colori, rispondevo che dipendeva da che fotografi eri tu. al massimo ho ritagliato qualcosa, son troppo pigra per imparare ad usare photoshop e se una foto è bella son contenta per come l’ho fatta. ho fotografato con compatte grandi come un pacchetto di sigarette, con reflex senza mai entrare nella lotta canon/nikon e perdendo un po’ la voglia dello scatto. poi quando ho avuto in mano il primo iphone mi è tornata la passione antica e ho ricominciato a parlare con le immagini, con le mie foto. l’altra sera in giro per gorizia, per gusti di confine, la lu mi ha detto “trovi il bello in ogni cosa”. e son stata contenta, e questi son i collages delle mie foto. le foto della mela: le foto dell’iphone. poi è arrivato instagram che a me piace, carico foto e ne guardo anche di più, soprattutto di cuochi e cuoche e cose da mangiare. se a fine settembre il prossimo anno avete qualche giorno libero, spingetevi fino ai confini dell’impero, a gorizia, perché c’è questa bella festa che a me piace tanto, si mangia bene, si beve bene, si fa amicizia, si sente parlar lingue diverse e si fanno foto bellissime anche solo con un telefono in tasca. ho smesso di fotografare persone. perché diventando grandi, non è che si perde il coraggio di farle, ma si capisce che ci son scatti che non si fanno e basta.

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