zibaldone autunnale

questo autunno è una primavera al contrario. le rose sono -come a maggio- in esplosione quotidiana, dopo le sofferenze che hanno patito quest’estate col sole a piombo 18 ore di fila.  il granduca (il gelsomino persiano arrivato dalla sicilia grazie a una lady amica) tirato dentro in cucina onde evitare la sua prematura scomparsa, sta crescendo a vista d’occhio. finalmente quest’anno ho solo UNA classe, insegno finalmente italiano e faccio vedere la faccia della gioconda sull’iphone ai fanciulli che non sanno chi è. poi mi sento chiedere: “ma perché questa signora non ride mai?”
escono libri, leggo, faccio cose, vedo gente -tanto per far una citazione che nessuno fa mai-, ricomincio a ballare due volte alla settimana con tutto quello che ne consegue. il tango è una cartina tornasole, se son pronta ad abbandonarmi fra le braccia del primo che capita e star tranquilla, vuol dire che son felice. poi veder chéri che inizia a ballare mi fa così strano, e mi vien da ridere a camminare su e giù davanti ai divani con lui che mi dice di allungare il passo. mi trovo più curiosa del solito, ho cambiato palestra e ho preso coscienza che di manzi ce n’è ovunque più o meno depilati. mi hanno fatto la tessera, scodinzolato intorno due giorni, spiegato tutto nei minimi particolari, fatto leggere il contratto, regalato una maglietta e credo domani, con il caffè, mi daranno anche un buono per una seduta di petting spinto con uno degli istruttori a scelta.  ho preso un paio di forbici, di quelle grandi, di quelle da giardiniere e mi son ritagliata grandi spazi tutti per me. privilegiata dal poterlo fare, è la sola unica cosa per sopravvivere a tutto e cercare di stare bene. e anche se di drammi intorno a me ne succedono comunque,  anche se sembra che non me ne importi niente non è così. nonostante tutto non sono indifferente a niente.

“ma la grande, la tremenda verità è questa:
soffrire non serve a niente”
cesare pavese

le foto sono mie. bacche di rose a gorizia, tango in piazza san giacomo -udine-, rose ieri nel mio giardino.

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One thought on “zibaldone autunnale

  1. Anche le nostre rose, pur giovani, fioriscono e rifioriscono, dopo tutta la preoccupazione di non lasciarle bruciare quest’estate. I ciclamini fanno un sacco di foglie e la cineraria comincia a rompere perché deborda. I miei corsi ricominciano ma ho deciso di non farmi divorare il tempo, perché pure io ho preso dei forbicioni atti allo scopo e poi l’idea della fuga a Creta è sempre chiara in testa e Pavese aveva proprio ragione.

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