respiro corto di massimo carlotto

respiro corto

scaricarlo su kindle e leggerlo è stato tutt’uno. era un po’ che non leggevo carlotto, poi sabato scorso son andata ad un incontro organizzato da grado giallo e ho preso respiro corto al volo. erano anni che volevo sentirlo e non ha deluso le aspettative, la conversazione con veit heinichen (l’inventore di proteo laurenti) su modalità del giornalismo in italia, su modalità di non comunicazione e non informazione giornalistica in italia, su gestione spettacolare e televisiva degli italici delitti -e non di tutti gli italici delitti – su tutti i media, mi ha presa e trovata d’accordo.

si sperava di incontrarlo a cagliari al libarium, ma si finiva sempre in sbronza o a guardare la sella del diavolo di notte passando per calamosca. o anche a calasetta prima di prender il traghetto per carloforte a girar in motorino, a camminare sotto i ficus della sua piazza o a far foto alla vecchia tonnara un occhio lo si buttava sempre: territori del mangiabarche. quando ho iniziato con il fuggiasco, e/o aveva un’altra forma, poi le irregolari nel mio periodo di letture su tango, BsAs e madri, poi tutto il mangiabarche e alla fine, annientata da giorgio pellegrini, ho letto poco altro. torno con respiro corto. letto in questi due giorni di febbretta, sul divano, involuzzata nella coperta, per difendermi dalla violenza delle pagine e dai brividi di un inizio di autunno.

l’immagine che mi lascia respiro corto è una gara dei 200m rapida e feroce. alla partenza tutti i personaggi più o meno protagonisti della storia. chi arriva per primo è il più figlio di puttana di tutti. gli altri, se arrivano, non son messi bene. quelli che non arrivano al traguardo son cadaveri per strada. per leggere respiro corto serve tener alta l’attenzione e navigare su più fronti. centro del tutto marsiglia. affascinante è il pensare che carlotto sia stato due mesi lì a prender location, atteggiamenti e personaggi ed esserne uscito vivo. marsiglia città violenta, tutte le mafie internazionali convergono nel crocevia fra mediterraneo e maghreb spartendosi la città in territori. altre mafie, non convenzionalmente definite tali, protagoniste dei 200m sono: polizia, imprenditori e un quartetto di rampanti laureati disposti a tutto per far -ancora più- soldi. B.B. una poliziotta corrotta, capetta, brutta, lesbica, violenta, cattiva e potente quanto basta ma non troppo, perde solo in femminilità contro le bionde femmes fatales russe, ma sopravvive. il cappottino verde però le sbatte un po’ in faccia, colore difficile. per il sequel cambiare cappotto.

graditissimo regalo di carlotto: sul suo sito , la musica di respiro corto disponibile per l’ascolto senza anticipare di una riga la trama. [home>romanzi in italiano>respiro corto]

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One thought on “respiro corto di massimo carlotto

  1. Ho letto tanto Carlotto, innamorata persa de Il maestro di nodi che per me resta inarrivabile e mi sono stracciata il cuore su Niente, più niente al mondo. Poi è arrivato Nordest, scritto insieme a Videtta e ho perso la poesia, pura spazzatura. Magari tu mi fai tornare la voglia.

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