suite francese di irène némirovsky

suite francesenon si dovrebbe nemmeno fare un commento ad un libro così. nemmeno una riga. il corriere sta facendo uscire tutti i romanzi della némirovsky facendo attenzione a non allontanarsi troppo dalla via maestra indicata da adelphi. se siete dei talebani della carta, senza edizioni economiche, senza ebook, allora questo è uno di quei libri  da avere e tenere sempre cari.

se ne parlava con due amici, una sera buia in cui non riuscivo a scaldarmi nemmeno vicino alla stufa, ad una presentazione di un libro di streghe. le figlie della némirovsky, restate orfane di entrambi i genitori, non hanno mai voluto leggere tutti i carteggi e la documentazione lasciati loro. poi, come spesso succede quando la vita deve cambiare, per un incidente di quelli stupidi tipo una lavatrice che allaga una cantina, i fogli son stati asciugati, letti e poi -giustamente- pubblicati.

sono solo due le parti scritte di quello che doveva esser un romanzo più ampio, già strutturato e previsto. la prima “temporale di giugno” racconta l’esodo verso le campagne dei parigini che cercano di scappare all’occupazione di parigi da parte dei nazisti nel giugno del 1940. la seconda parte “dolce” racconta l’occupazione nazista di una località di campagna con ricchezze e povertà materiali e di spirito, la vita continua ad andare avanti, nonostante tutto.

da leggere in una stagione come questa: con il freddo e la neve, anche se parte tutto da un’estate di cui si sentono i profumi. vietato leggerlo in spiaggia. si legge con una tristezza che brucia -anzi di più- che arde, e non solo per la trama che costruita a tavolino, con parole affilate, è perfetta, elegantissima e agghiacciante per la presa diretta che fa del quotidiano. è anche la storia senza ritorno di irène, son le pagine del suo diario, son le lettere di supplica del marito a chiunque possa cercare di liberarla, sono le lettere al marito, fino all’ultima dove comunica che da un campo di concentramento in francia la trasferiranno in polonia.

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