il pomeriggio del grido di gabriella toso

pomeriggio del gridoletto due volte. la prima in esclusiva col caldo della scorsa estate, la seconda col freddo, domenica mattina in aereo andando a bruxelles. è un libro di racconti brevi e scarni con una violenza che fa quasi paura. gabri io la conosco, ci siamo prese su facebook qualche anno fa e siccome da cosa nasce cose, da amici di amici si diventa amici, noi siamo diventate amiche, abbiamo mangiato, bevuto, ci siamo abbracciate, ci siamo prese una scottata alle chiappe a sistiana e siamo stata all’ultimo sole dell’autunno, ancora scalze ma con il trench chiuso, a grado davanti a un piatto di spaghetti con le vongole, con gli occhiali da sole. perché certi discorsi si possono fare solo con gli occhiali da sole addosso. ga è una che, dopo i miei cento rossetti rossi, inutilmente comprati, inutilmente messi una volta e inutilmente buttati nel cassetto perché troppo rossi, troppo poco rossi, troppo mat, troppo lucidi, troppo poco mat, troppo poco lucidi, me ne regala uno ed è quello della vita, quello perfetto, quello della maestra dida che lascia gli stampi alle fanciulle quando son prese dalla malinconia. ga è una che arriva a cena da me con un paio di scarpe fottutamente perfette, comme il faut, e se ne torna a casa con le mie chancletas addosso lasciando le altre nella mia scarpiera, regina come se ne era entrata quattro ore prima su 12 cm di perfezione.
ora, compratevi il libro, merita e vale più di quello che spenderete: è in vendita solo su amazon a  € 3,11 e solo per felici possessori di kindle ,  o su lulu a poco di più se non volete rinunciare alla carta, non penso andrete in bancarotta. invece di buttar ancora soldi con un altro bidone tipo aquiloni, piccoli soli, numeri primi, celestini, foglie di limone e affini, andate su questi racconti intensi e senza scuse. illustre sconosciuta (per voi) con armi affilate, che ha avuto il coraggio, in un momento non proprio luminoso della sua vita, di darsi comunque in pasto a chi legge. quando sento che per scrivere ci vuole una forza estrema per scavarsi dentro e tirar fuori tutta la sofferenza, io capisco di non esserne capace, ma lei si. tristemente ho pensato che deve aver rimestato molto la mia ga, nel suo beun ritiro porteño, per scrivere i suoi racconti che son come pugni nello stomaco che spesso si chiudono senza la possibilità di una salvezza e qualche volta aprono, piano, appena uno spiraglio. storie di un quotidiano di sofferenza, di realtà, di poca invenzione, anche se mi -e le- auguro lo sia molto, con uno stile asciutto e scarno che si plasma sui personaggi e lascia intendere laddove non è scritto nero su bianco.

chapeau madame

potete acquistare il pomeriggio del grido in e-book qui  o in cartaceo qui

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2 thoughts on “il pomeriggio del grido di gabriella toso

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