pubblici infortuni di alessandro piperno

pubblici infortuni
se io son la pitonessa, lui è l’incantatore di serpenti.
grande grande gradissimo affabulatore. partendo da articoli pubblicati da corriere della sera e lettura (che sicuramente avevo già letto), si racconta e perde tempo, dilettandosi in divagazioni funzionali -o meno- alla lettura dei grandi classici di tutti i tempi con un’ironia marcata e sinuosa su cui tutto si staglia. e per classici si intende tutto il carrozzone di proust, baudelaire, kafka, nabokov, tolstoj, flaubert su cui salta (o viene spinto) anche roth. piperno è uno che si può permettere di affiancare soap-opera a proust e farmi andare sul dizionario due volte in 140 paginette di puro godimento estetico che però finiscono in un pomeriggio troppo breve. questo libro andrà a finire in libreria accanto a de botton perché anche questa è guida per lettori, da tenere a portata di mano, da sfogliare all’occorrenza. se siete “grandi lettori” vi farà fare qualche ghignata in più: “dopotutto, la cultura di un individuo non è che la somma dei suoi pregiudizi”. se non siete grandi lettori mai approderete su questi infortuni, vi farete male con qualcos’altro.

“immagini di pura felicità -delicata ed intermittente- che chi scrive e chi legge romanzi non smette di inseguire”.  

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