open -la mia storia- di andre agassi

openalla fine l’ho letto anch’io. tutti ne hanno parlato bene, a tutti è piaciuto, piperno compreso. io non faccio eccezione. la prima parola che mi viene in mente per dir qualcosa del libro è: onesto. quando lui ha iniziato a giocare a livello televisivo internazionale stavano costruendo due campi da tennis di fronte a casa e il passaggio è stato ovvio. abbiamo tutti preso racchette e palline e qualche lezione e si giocava, guardandolo in tv. e ci piaceva ovviamente da matti: bello, con i ciclisti -si chiamavano così!- fucsia che anche mia sorella aveva preso, con i capelli lunghi con le meches, le braghette jeans al posto del bianco. si vedeva subito che non era come gli altri. piaceva perché era diverso e simpatico! iniziava ad apparire anche su gente e oggi che leggevo da mia nonna wanda e mia zia evelina. la pagina dopo lady d. che con wimbledon si abbinava sempre bene. l’autobiografia è semplice e onesta. si legge di corsa come se non si sapesse come va a finire. la cosa che impressiona di più è il padre che l’ha praticamente obbligato a giocare a tennis senza tante belle maniere e il modo in cui si lega quasi per istinto a poche persone, alla ricerca – mia psicologia spicciola- di quel padre che non ha mai effettivamente avuto. racconta i suoi giorni, le partite che sembrano più esser state perse che vinte (ma ovviamente no) e i buchi neri da cui è sempre uscito anche mentendo. è una confessione di debolezze: droghe, bugie, parrucchini che aveva paura cadessero durante i match. quando il libro è uscito il mondo tennistico e sportivo in generale ha protestato parecchio. c’è brooke shields a cui manda fax e regala un braccialetto tennis (ma dai?), poi se la sposa su una spiaggia (fa molto famiglia forrester) tutto sudato. forse sulla shields non ha voluto infierire più di tanto, ne esce stronzetta ma ci è andato molto leggero. poi steffi graff: il grande amore, la fatina bionda in gonnellino bianco. se eravate piccoli e ve ne ricordate leggetelo! ma anche se non avete mai preso in mano una racchetta: sembra una favola con l’happy-end e lui sta meglio coi capelli rasati.

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