la casa tonda di louise erdrich

casa tondaletto solamente per aver sentito ripetere molto il titolo, senza saperne assolutamente nulla. philip roth l’ha osannato. si legge d’un fiato. 1988 north dakota, riserva indiana. geraldine è vittima di stupro in un luogo sacro. la giustizia ufficiale stenta a fare il suo corso. joe, suo figlio, ha 13 anni e viene travolto dagli eventi in un’estate che lo segnerà.

non mi è dispiaciuto ma l’ho trovato piuttosto asciutto considerato che è scritto da una donna e che la trama nasce da un dramma sociale ancora in atto. la parte migliore è quella che riguarda joe e i suoi amici, l’estate dei loro 13 anni e tutto quello che incomincia a succedere, non solo dentro i loro pantaloni. la erdrich è un’indiana chippewa e racconta con dovizia di particolari cerimoniali e tradizioni. quando per caso mi son trovata in una riserva indiana in america ho sentito freddo, silenzio e vento. mi son sentita un’estranea in un posto che stava precipitando. non ho mai avuto grande interesse per le varie culture indiane, ma li ho sempre considerati i buoni.
feltrinelli non si piazza nemmeno fra i miei primi dieci editori e la copertina è pessima. 

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