CUORE DI STELLA di gianmatteo pellizzari e giuliano geri

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mi dispiace per chi non è friulano perché solo un friulano doc può godersi completamente la lettura di questo gioiellino.

letto in una mattinata di sole di fine marzo. fuori, nella prima calda mattinata di sole, scalza a far asciugare lo smalto sulle unghie dei piedi, con un caffettone rimpinguato più volte che mi ha fatto compagnia, guardando ogni tanto le fresie, che alla fine sono sbocciate, ma del colore sbagliato.

sono in due, sono agli ordini di un barone universitario, non stanno facendo granché ma il barone li catapulta nella bassa friulana, zona risorgive. uno dei posti più verdi che esistano. [e daiiii non sei mai stata nella foresta tropicale! si invece, ci sono stata e vi garantisco che questo è uno dei posti più verdi che esistano].
‘sti due perenni universitari inseguono un dottorato -ma non di corsa-, non si son mai visti ma vengono spediti a rivignano (ud) dal barone in questione, sulle tracce di inediti pirandelliani. e non c’è nulla d’inventato perché a rivignano davvero son stati trovati inediti pirandelliani, a rivignano -per dire- c’è anche un festival della canzone funeraria a novembre e ci son almeno due posti dove merita assolutamente andare a pranzo/cena/aperitivo e si chiamano il djaul (il diavolo) e l’aghesante (l’acqua santa). per la ricerca degli inediti le strade dei due si dividono e vagando (e vagabodando) fra lo stella (è un fiume verdissimo), ville signorili, chiese chiuse e  giardini incantati con farnie che potrebbero raccontare secoli, attraverso ricordi di una storia fascista minore e per questo ancora presente, si arriva alla resa dei conti.

cuore di stella è scritto benissimo, con riferimenti colti per niente celati e profondissimi, che fanno da obbligatorio contraltare a cadute nel becero: sarcastiche e comunque misurate. le parole son state cercate e cambiate fino a trovar quelle giuste, come pezzi di un puzzle. le storie passate, che il paese conosce bene e tace, si fondono con gli iphone e la preoccupazione del nonc’ècampo, naturalmente, come -volenti o nolenti- dev’essere. cuore di stella vi porta in un paese incantato che è il mio. ci sono caratteri nelle pagine che mi mancheranno, ma poi mi accorgo che, proprio uguali, son in giro per le piazze o le chiese o fermi con un taj (un bicchiere di vino qua si chiama così) in mano che mi fissano quando gli passo davanti correndo, vestita di tutti colori improbabili, tornando da una delle mie sgroppate, o la signora del bar che son 40 anni che mi saluta con “mandi ninine, simpri plui biele”.

mi piace immaginare gianmatteo pellizzari e giuliano geri seduti -a richiedere chinotti in un’enoteca meritevole-, all’aghesante spalmati sui muri bianchi per rinfrescarsi da un’estate torrida, con monconi di sigari quasi spenti a far da sesto dito della mano, a guardarsi e a maledire il barone e ridere.

friulani: leggetelo. non friulani: leggetelo e venitemi a trovare per tour eno-gastronomico in posti belli.
le -poche- battute in friulano non sono tradotte, ma io son qui per voi.

37878613sotto questa farnia secolare -sterpo ud- , l’altra estate un concerto intimo e speciale di cristina donà.

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