il cardellino di donna tartt

ilcardellinopartiamo dal fatto che non avesse vinto il pulitzer e non me l’avessero consigliato genti fidatissime mai l’avrei neanche considerato. a me piacciono i malloppi di 900 pagine ma diffido dei malloppi di 900 pagine troppo moderni. se confronto gli ultimi pulitzer (per me sempre garanzia) con il cardellino, non ci trovo la novità che ho trovato sempre negli altri, resta in ogni caso un libro che si fa divorare. in questi giorni di febbre, di divano, di catarro e di agitazioni varie, il cardellino mi ha fatto compagnia, anche se mi son addormentata più di qualche volta sul kindle. se vi spaventa la mole, scaricatelo sul kindle. mi è sembrato strano che l’abbia scritto una donna perché il prtotagonista è un ragazzo che cresce e i personaggi forti son tutti maschi. theo è al metropolitan di NY con la madre, stanno perdendo tempo perché piove a dirotto e sono attesi dal preside della scuola di lui per una predica, già son scattate materne sanzioni punitive. si trovano di fronte al cardellino, un quadro di un allievo di rembrandt di cui la mamma aveva forti memorie infantili. terroristi, bomba, mamma muore. nello shock del momento assiste un signore moribondo, gli prende un anello dalla mano e trafuga anche la tela tanto ammirata dalla mamma. theo ha 13 anni è sconvolto, ha un padre che si è dato alla macchia e viene temporaneamente affidato alla famiglia molto facoltosa di un suo compagno di classe. questo è solo l’inizio, tenete conto che ha 900 pagine. theo è un personaggio bellissimo, disincantato, tormentato e cresce, o meglio, subisce una dolorosa metamorfosi e fortunatamente c’è un salto di 8 anni altrimenti sarebbe diventato un romanzo a volumi, ma l’autrice si chiama donna e non marcel. theo è circondato da un sacco di gente che appare e scompare ad hoc e la signora donna tartt sta 10 anni per far un libro ma sa il fatto suo, cesella le persone. le mamme sono elegantissime, di una nobilità acquisita che si staglia sulla polvere delle strade di NY. le non coniugate non raggiungono mai vette di moralità o perfezione. le famiglie sono tutte uguali con tragedie e segreti, anche se in vetrina sembrano perfette. fra i maschi: boris è un marilyn manson casalingo e meno feroce e hobie un personaggio indimenticabile a metà fra nonno di heidi e dio ex machina che perdona e assolve. ci son tre città che si dividono le scene: se NY è solo immagini (a centinaia, migliaia…), las vegas e amsterdam le ho vissute, e non solo una volta. parte ambientata ad amsterdam troppo sceneggiata ma decisamente pronta per il film di cui qualcuno avrò già preso i diritti.
la trama regge dall’inizio alla fine, un po’ fumosa ad amsterdam, è scritto benissimo con slanci filosofici e cadute empiriche a bilanciare vita e morte. vi fa pensare all’importanza dell’arte, a quanto sono importanti le immagini, a quello che vi fanno nella pancia e non negli occhi.

“ma quelle azzurre e spumeggianti acque basse – così attraenti a prima vista – non accennavano a diventare più profonde, e io mi aggiravo confuso e scoraggiato, quasi disperando di trovare un punto abbastanza profondo per una nuotata”

 

Annunci

2 thoughts on “il cardellino di donna tartt

  1. Pingback: elizabeth è scomparsa di emma healey | dida

  2. Pingback: tutta la luce che non vediamo di anthony doerr [PULITZER 2015] | dida

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...