un perfetto gentiluomo di natasha solomons

arton2729sono in bilico perfetto fra pain au chocolat e viennoiserie varia e full breakfast con litri di english tea bollente. fra una mini cooper abbassata e verde e una diane color crema (o anche una DS). fra l’etre parisienne e il to be english. per questo post svolto e attraverso la manica. libro delizioso. anche qui seguito il consiglio di chi ne sa, altrimenti -se solo avessi letto l’editore- sarei scappata a gambe levate.
jack rosemblum arriva a londra dalla berlino nazista con moglie e figlia. unico grandissimo desiderio uniformarsi agli inglesi, scomparire nella massa e diventare un gentiluomo in perfetto english style, sfrondare tutta la tipicità ebraica fino a trasformare il nome. jack ce la mette tutta, segue alla lettera il mansionario del perfetto inglese che gli viene consegnato appena sbarcato e lo integra fino al 151^ punto. sadie, la moglie, ingrigisce riservando un fermo attrito alle ambizioni del marito. nonostante ricchezza e successo jack non riuscirà mai ad entrare nei club della londra che -secondo lui- conta nonostante frequentazioni del ritz e rifornimenti di moquette ai palazzi più in vista. mi fermo qui. sapete bene quanto immensamente io ami letture ebraiche e il periodo che va dalla fine dell’800 agli ultimi anni ’50. il romanzo si risolve in epifania il 2 giugno 1953, giorno che ai più non dirà nulla ma chi è attento lega indissolubilmente all’incoronazione della regina elisabetta. lettura piacevolissima divertente e malinconica con adorabili derive botaniche e gastronomiche che vi faranno andar fuori in giardino a controllare se il nasturzio è ancora capace di condire i vostri tramezzini per il te delle cinque, salvo poi scoprire che il sole del bel paese non gli ha lasciato la possibilità di esser mangiato. tradizioni del dorset ed ebraiche si mescolano in maniera perfetta. la pagina indimenticabile: la madre di sadie, rimasta a berlino “sua madre era stata una grande cuoca e aveva regolato la propria vita sulla base dei pasti, misurando il tempo con il contenuto della dispensa. […] era estate quando portava il primo vassoio di petali di rosa da congelare per poter decorare la sua torta di rose e limone, l’autunno era la crema di uvaspina o un grosso budino rotondo di more, fragole o dell’ultimo ribes nero. […] poi c’erano le ricette, suddivise in precise categorie “piatti che ti dicono che è estate”, “biscotti per quando si è tristi”, “ciambelle per cuori spezzati”. e la baumtorte, ma quella ve la lascio perché è poesia. libretto incantevole.

2014-06-26 11.09.35

la mia personale adorata lady elizabeth mi ha fatto imparare bene il 2 giugno 1953.

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