i biscotti di baudelaire: il libro di cucina di alice b. toklas

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questi sono in assoluto i libri che preferisco: quelli di memorie, delle due guerre, che mi aiutano a fare un quadro più preciso e dettagliato della mia personalissima mitologia. avere la possibilità -magari adesso non ancora la volontà- di mettersi ai fornelli e mangiare solo quello che alice e gertrude mangiavano. compresi quei gombi squisiti, le bamje nel mediteranneo, che si fa fatica a trovare o la minestra di alloro di dora maar. letto su kindle ma necessario in cartaceo per esser sistemato nella biblioteca della cucina. libro di ricette che diventa memorabilia.

“quando i tesori sono ricette li si ricorda meno chiaramente, meno distintamente che non gli oggetti tangibili. evocano una sensazione ugualmente vivida… almeno per quelli di noi che considerano la cucina un’arte, ben sapendo come possa procurare emozioni molto simili a quelle estetiche”

6e73582b36b05cb259e9b172c7fdff7egertrude stein (1874-1946) e alice b. toklas (1877-1967) compagne di vita, un matrimonio raccontato in questo incantevole libro di ricette condito da memorie che attraversano il primo dopo guerra, l’occupazione, la liberazione e il dopo guerra. durante la prima guerra mondiale sono volontarie per consegne ad ospedali francesi con zia pauline (il loro furgone) che esausta viene sostituita da lady godiva, auto che sembra aver vita propria per portarle nei migliori bistrot disponibili. durante la seconda guerra si trasferiscono a bilignin dove continuano a ricevere e nutrono un orto che le fa sopravvivere. irresistibile il capitolo “domestici in francia”, le “ricette di amici” sono un libro dentro un libro: dora maar racconta la sua zuppa di alloro e la nostra fernanda pivano regala ricette di gnocchi alla romana e del pesto.

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anche qui tiro i fili della memoria in diverse inclinazioni e collegamenti che inevitabilmente mi catapultano nella mia parigi che -ad aprile con una inaspettata capacità di astrazione- ho trovato piena di nazisti, caffè eleganti e pieni di nostalgia e picasso incazzato per il piatto che non era come lo voleva lui, scaraventa tutto sul pavimento.

[in attesa di andare a venezia a vedere la mostra su dora maar a palazzo fortuny]

foto da google.

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