storie scritte sulla sabbia di gaetano cappelli

cappelliè arrivata l’estate. definitivamente. preparate i negroni, anzi fateveli preparare da chi dimostra capacità.
storie scritte sulla sabbia è una raccolta di racconti vincente. racconti già apparsi su quotidiani e riviste chic anni fa che, mescolati e dosati, commentati e shaken not stirred, assomigliano -al tatto, al gusto, alla vista- alla perfezione dei negroni fatti da chi sa il fatto suo. per leggere cappelli dovete avere ironia e sarcasmo, se siete solo una sfumatura vetero-post-neo femministe lasciate stare: perché le donne di cappelli son intriganti, appassionate, voluttuose, morbide, madri, mogli, amanti e sempre un po’ più furbe dei maschi e sempre un po’ puttane. mi piace pensare che cappelli sia un cultore del femminino in tutte le sue variabili e che il gran bel manzo -anche se in abito bespoke rubinacci e scarpe olga berluti– ne esca sempre un po’ mona.

il divertimento c’è in ogni racconto come ci sono i nomi perfetti, i titoli epici, la lucania, i paccheri estremi e i sontuosi negroni, l’aglianico, la polemica in punta di penna allo strega, le vedove immortali e le vampire, i sogni infranti, maratea e policastro, tragedie imminenti e successi casuali. l’ultimo racconto è quello che mi ha divertito di più, realtà e non realtà si mescolano e l’intervento del maestro cappelli non si limita alla scrittura, grande trovata. conosco bene l’irresistibile potere dell’ametista.

quando si legge cappelli, si sa che l’adorazione non è solo eucaristica, vien voglia di mettersi un abito svelandrino, tacchi all’altezza, rossetto rosso e smalto in tinta. non è un caso che abbia lasciato con le unghie un graffio rosso sangue (chi si pitta le unghie sa) sulla copertina.

continuo a chiedermi perché rimando sempre l’esplorazione della lucania.

per chi non conoscesse ancora il maestro gaetano cappelli, punta di diamante appassionato, leggero, elegante, dotato di un’ironia piena di intelligenza fra l’intellighenzia degli italici romanzieri, si leggano: parenti lontani (ancora nei miei primi dieci magnifici libri a distanza di anni),  la vedova, il santo e il segreto del pacchero estremo (nelle stelle c’è anche l’indirizzo per mangiarlo a maratea), storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino aglianico nel mondo (nelle stelle si segnalano cantine da annotarsi), baci a colazioneil primo, romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi.

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