G come parigi

G coG_colore-2me gertrude (stein) che sto leggendo un pezzo alla volta, che sto anche rileggendo con altro spirito rispetto a dieci anni fa. dopo paris, france la voglio abbracciare ma ci vorrebbero due me per prenderla tutta intera, mi avrebbe messa in un angolo, con alice a mangiare biscotti, che mica son un uomo io. G come gran palais. ci siamo entrati perché c’era una monografica di robert mapplethorpe, voleva vederla chéri ma ha commosso più me, infinitamente. sapendo la sua storia, le foto hanno un sapore forte, buono, di scommessa e rivalsa. in una saletta foto più vietate ai minori delle altre. certo mi son messa a ridere a vedere distintissime signore parigine che con aria serissima, da intenditrici non si specifica di cosa, son state dieci minuti a guardare una foto a grandezza naturale di un notevole maschio con pantaloni giacca e cravatta e pisellone en plein air. il bianco e nero meglio del colore, ritratti strepitosi e con un’energia incredibile. cartier-bresson, come capa, mi coinvolge sempre molto ma mapplethorpe mi ha sedotta e scossa. e non per i piselloni, per quanto…

IMG_6434sempre al gran palais, mezza mattina, c’erano fotografi con una modella che ha continuato a bere prima di ogni scatto, con conseguente ritocco trucco alle labbra finché se n’è andata, ci piace immaginare una sbronza di champagne. non ci piace immaginare i motivi. attraversate la strada e c’è il petit palais, entrate a destra dell’ingresso principale. non sottovalutate mai le collezioni gratuite che potete vedere, curiosate, se vi piace state, altrimenti au revoir e merci beaucoup. nel caso i caffe dei musei meritano sempre, se non altro per studi antropologici.

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G come gioconda. il louvre non era nei programmi, ma considerata l’apertura serale e il magico pass salta code, alla fine ci siamo entrati, senza mio grande entusiasmo. un museo così con me è sprecato: non ho abbastanza bagaglio per godermelo. per questo per me è una perdita di tempo. ma sul louvre ci ritornerò. abbiamo fatto il selfie di tutti i selfie con la gioconda, ebbene si. sala strapiena ad uso fast food, mordi e fuggi. impossibile starci più di un minuto perché la folla spinge da ogni direzione, ed è incredibile come si dissolva immediatamente fuori, puf! la gioconda attira tutti: è identificabile anche dai piccoli, è IL quadro. comunque è lei che ti guarda e pensa: “guarda questi idioti a farsi selfie”. amen.

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alfabetiche parigino: A B C D E F

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4 thoughts on “G come parigi

  1. Tanti anni fa, a sinistra della Gioconda già blindata dietro un vetro antiproiettile che coi suoi riflessi infastidiva molto, c’era il quadro della bella Ferronnière.

    Mi persi a guardarla, indisturbato dalla folla sgomitante, per almeno cinque minuti, a distanza da intervento della forza pubblica.

    Mi parve bellissima.

    Per me è lei IL quadro di Leonardo.

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