zibaldone di foglie che cadono -corse, fughe e rifugi-

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cambio scuola: guadagnato da una parte e perso da un’altra. com’era previsto. aspettavo tutto. servirà almeno un anno per ritrovare un equilibrio accettabile. non son più quasibionda, la parte oscura (e chèri) ha prevalso. ho preso due decisione, una non ve la dico, l’altra è fare veramente la mezza maratona. mi sono iscritta e ho prenotato la visita per il certificato agonistico, il giochetto costerà la bellezza di 100 €. la gara è il 16 novembre. il 21 ottobre 2013 ho iniziato a correre: per 5 volte un minuto di corsa e uno camminando, quel giorno quando ho finito -totale 10 minuti- volevo morire e mollare tutto, invece no. costanza. vivo di obiettivi, mi piace sentirmi dire brava, sono un esecutore. oggi 9 ottobre 2014 ho corso 15 km in 1h 38 sec. 4 minuti più lenta rispetto alla scorsa settimana causa spritz a pranzo con ex-collega, sosta pipì fra i campi e sosta alla fontana di una casa (GRAZIE ELIA DI TISSANO! :D GENTILE SCONOSCIUTO CHE MI HA SALVATO LA VITA FACENDOMI BERE, PROPOSTO UNA BIRRETTA E SI è SCUSATO PERCHE’ NON AVEVA NIENTE DI FRESCO: UN MITO!)
in settembre ho corso 120 km, leggere il numero mi ha fatto impressione.
per correre bene dovrebbe essere sempre autunno. luci, foglie, profumi, un sacco di fiori ovunque, colori, la gente meno isterica: tutto si adatta al mio mood. oggi volevo andare al mare ma ero troppo stanca per guidare, non per correre: per guidare. mi son fatta portare a 15 km da casa e poi son tornata correndo. seguo una tabellina scaricata da runlovers.it che mi porterà dritta al 16 novembre a far i 21,0975 km: mi basta arrivare viva. nessun tempo previsto, non ho record da battere, voglio solo correre per 21,0975 km e sentirmi dio per una settimana. non leggo un libro intero da più di un mese. scrivo. me ne sto per i fatti miei. ancora una volta mi chiedo perché l’accademia reale svedese non ha dato nemmeno quest’anno il nobel a philip roth. i grandi non si comportano “come bambini”: i piccoli litigano, piangono, non si capiscono, si scornano ma dopo un’ora viene tutto annientato, si ricomincia, amici come prima e via. mi piacerebbe che i grandi facessero così i piccoli. ho incontrato tante persone che non vedevo da un po’, mi hanno detto che sto benissimo che son bellissima (?), mi hanno chiesto se sono (di nuovo) innamorata, che cosa mi è successo. niente. dico se una cosa non mi piace, chiedo poco scusa (alla buon’ora… nella mia vita ho chiesto scusa al mondo per tutto) e mi spiego di più, sto molto zitta, per i fatti miei (il running è un grande momento per farsi dei trip meravigliosi anche dentro se stessi) faccio quello che ho voglia di fare solo con chi mi va di farlo e sorrido di più. anche a chi mi copia e mi dà infinitamente fastidio, dicono invece che dovrebbe lusingarmi. strada lunga ma ci son arrivata, e la fatica del running non è niente al confronto. superpoteri che non saranno eterni, ma finché funzionano…
ancora: venezia diventa sempre di più il mio vicino buen retiro, il salvavita segreto, la pasticceria nel ghetto, la gelateria che cioccolato più cioccolato di così non esiste, la mia preghiera laica ogni volta che ci entro, il gatto rosso che dorme sotto la lampada nella galleria d’arte, la sconta che diventa riconosciuta per andare in un posto che so. i cicchetti e gli spritz su un tavolo di legno, guardando le coppie di stranieri felici (con UN cicchetto e uno spritz) e sapendo di esser una privilegiata a poterci andare un pomeriggio senza neanche un minuto di preavviso. ho preso una poesia da una scatola su un tavolino. venezia regala piccole cose, le offre, bisogna avere tempo, guardarsi in giro, evitare i luoghi comandati, innamorarsi ogni minuto di ogni pietra, evitare le decine di negozi cinesi tutti uguali. rispettarla. prima di tutto rispettarla.

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proteggi
il
tuo
libero
arbitrio
coltiva
dignità
e
onestà
e
risolleva
la
tua
anima
dalle
macerie

di antonio melis

 

rileggere la poesia più di una volta. usarla come mantra.

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