manuale di conversazione sullo champagne -come improvvisarsi esperti intenditori- di andrea gori

411+iOtHByL._SY300_il titolo mi ha colpito e fatto ridere, me l’ha segnalato amazon e l’ho subito preso. un inverno mi son curata il raffreddore con il bollinger e ha funzionato splendidamente. i compleanni hanno champagne per cena. andrea gori dev’essere molto intrigante: le descrizioni che fa dei vari champagne (mai avrò la fortuna di berne così tanti, diversi e di questa qualità) sono quelli di un innamorato che adora l’oggetto del suo desiderio. i suoi assaggi fanno sentire i profumi e mettono i colori addosso alla degustazione, leggete qua e poi ditemi se non vi son venute 1000 voglie: cristal 1996 “tensione fumè e nuvola di iodio, agrumato piccante, zenzero e kumquat, mandorla e torrefazione d’orzo, resina, pepe bianco, talco; bocca sontuosa ma freschissima, sembra appena uscito dalla fermentazione, un multi strato di energia e passione inaudite. canfora, vaniglia e canditi, corpo succoso, ginger, bacon dolce. esplosivo e ogni tanto si ricorda di esser anche dolce e gentile. non so se ho mai assaggiato niente di così incredibile. ti lascia sornione e languido, eppure fresco e giovane e hai l’impressione che lo resterà per sempre, al contrario di te…”
descrizioni sempre incantate, piacevolissime ed evocative. il libro vorrebbe esser per novizi ma faccio fatica a capire tutta la parte tecnica -che comunque c’è nel libro- anche sapendo cos’è la fermentazione mallolattica, ebbene si. per improvvisarsi esperti si dovrebbe imparare a memoria.. ma (da quello che ho imparato io) se volete portare a casa il riultato giocatevi bene la cena: non fate i saccenti, fatela ridere, fatele bere bollicine non solo con il dolce, ordinate una magnum con i bicchieri giusti alla temperatura giusta e solo se è un modello alfa (su modello base se dite che lo champagne sa di canfora è finita) potete usare, bevendo, una delle favolose descrizioni di andrea gori. ma fatela ridere.

a livello di lettura la prima metà ha una scrittura trascinata, poco scorrevole e con parecchi errori, nella seconda parte migliora ma ho trovato un “LO scrittore colette disse […]” che mi ha fatto cadere dalla sedia e colette si sarà girata al père-lachaise. le citazioni in francese o inglese dovrebbero essere uniformate: tutte tradotte o tutte non tradotte. l’idea è divertente ma il testo dovrebbe esser più rispondente ai contenuti che il titolo di ogni capitolo introduce.

il capitolo VII e tu di che champagne sei? è un calzante oroscopo che abbina lo champagne giusto al segno. per me “[…] abbiamo quindi bisogno di uno champagne capace di dare un riferimento solido, ma a cui si debba dedicare un’attenzione molto particolare, come uno champagne blanc de noirs: le sue intense dote fruttate e vinose permettono di stuzzicare un pesci nella sua emotività nascosta, cullandolo con una dolcezza squisita. e allora esagerate e puntate su uno dei migliori: il clos saint hilare di billecart salmon, complesso e sfaccettato con tutta la classe di un cru d’eccezione.”

mi ha fatta ridere e ha portato a casa il risultato.

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