vacanze matte di richard powell

w288-h288_3159_Autunno 2011_powell-vacanze_mattepioneer, go home! è un romanzo americano del 1959 ripubblicato da einaudi nel 2011. letto perché di mezzo c’è sempre mia sorella illuminata. libro divertentissimo e senza tempo, se aumentate i prezzi delle cose potrebbe esser ambientato ieri. francesco piccolo definisce i kwimper “gli antenati dei simpson” e il mix pensante marge e lisa è rinchiuso nella baby sitter. la famiglia kwimper padre, toby figlio maggiore e voce narrante, due gemelli sagaci e poco gestibili di circa 8 anni -eddy e teddy- e la loro babysitter restano senza benzina su una strada -panoramica- non ancora aperta al pubblico, loro non si sentono “pubblico” e quindi non badano al cartello di divieto d’acceso. per 5 giorni non passa nessuno e la famiglia deve arrangiarsi per sopravvivere: scava un pozzo per bere e pesca per mangiare, una trasformazione ante-litteram in macgyver. costretti ad occupare un terreno e a costruirsi una capanna per le notti, vengono “salvati” e duramente rimproverati da un ufficiale, rappresentante di quel governo cui i kwimper sentono di appartenere essendo beneficiari di sussidi e pensioni d’invalidità. da qui una carambola perfetta di logica ed incomprensioni per 300 pagine di risate e ottimismo. un inno alla libertà e all’anarchia  -inconsapevole- di chi vuole approfittarsi -inconsapevolmente- e far parte di uno stato che ama e crede leale a tutti i costi. la parte più divertente è l’incontro con un paio di gangster californiani in fuga e le -altre- fughe di toby dalle avances delle signorine attratte inevitabilmente dalla sua prestanza. la statalità viene equamente rappresentata da asini inflessibili e vendicativi (anche asine), e vecchi saggi bonari che smascherano i tentativi di far fuori i kwimper. sono gli anni di on the road, quelli di qualcuno volò sul nido del cuculo. preso a scatola chiusa, probabilmente solo per la copertina di norman rockwell (1947) che si adatta benissimo alla storia che c’è dentro.

un film è stato tratto dal romanzo: lo sceriffo scalzo con elvis presley nei panni di toby, non lo ricordo anche se probabilmente in una qualche estate caldissima sarà passato su qualche rete e mi avrà fatta dormire.

consigliato a chi ha anche le mutande a stelle e strisce, a quelle panterone con camicetta bianca sbottonata, occhiale tartaruga e capelli biondi raccolti che con un gesto solo li liberano dalla prigionia mietendo vittime, a quelli che un po’ anarchici lo sono ancora anche se timbrano il cartellino due volte al giorno.

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