discorso di fine anno

finito anche questo. veloce. troppo. ho letto meno, ho ripreso due chili. ho chiesto e, purtroppo, son stata esaudita. ho ricominciato da un’altra parte. ho corso tanto, mai avrei pensato mai di poter finire una mezza maratona. un km di corsa è come una goccia di en, con 8 sei a posto. ho pensato (tanto) prima di aprire bocca. son stata meno zitta con quelli che mi son interessati. son stata zitta e ho guardato gattemorte arrampicarsi sugli specchi e ho riso ferocemente vedendo i rossetti rossi su quelle che mi dicevano che per far bene la maestra non servivano rossetti rossi. son stata bene, o forse è meglio dire che son riuscita (forse ho imparato, forse) a gestire tutto meglio. ho finalmente passato del tempo a parigi, altra preghiera esaudita. vedo la gente che si incazza per niente, chiedo scusa per stronzate (che sembrano giganteschi problemi per altri) che voglio risolvere nel più breve tempo possibile perché davvero non mi interessa star a discutere, le ore che risparmio son quelle che mi servono per scegliere il rosso di un ennesimo rossetto, molto più importante delle questioni di principio di chi sbatte pugni e piedi. più stronza? si grazie. più rughe, più creme sul viso, più vitamine, più cura, più io, sempre di più. ascolto di più quello che hanno da dire le persone che hanno 6, 7, 8, 9 anni e che mi girano intorno lasciandomi sempre senza fiato. son quelle che hanno più bisogno di qualcuno che le ascolti e le guardi negli occhi. son loro che hanno bisogno di attenzione totale ed esclusiva, che ti chiedono 5 minuti per poi lasciarti sola nel prato a raccogliere la cartina del loro kinder bueno mangiato  a metà. e due giorni dopo ti interrogano per vedere se -lì sul prato- stavi attenta veramente o pensavi al menù della domenica della collega di cui (vedi sopra) non ti interessa zero. penso alla truppa di dida con infinita nostalgia e grande, grandissimo affetto.

IMG_8187f8b0c251554853df9e4f2f50122f6485che il 2015 non sia placido, grasso e muffo: che ci faccia bene, che ci veda ancora correre, urlare, sbraitare nei boschi da sole (terapia assoluta che possono permettersi solo miliardarie emotive), cantare in furgoniza per centinaia di chilometri, raggiungere posti mai visti, abbracciare persone appena conosciute, capire cose che ci son sfuggite fino adesso, ascoltare persone che sanno, non avere paura, fidarsi sempre di quello che sentiamo, cercar di uscir sempre bene con tanto di rossetto rosso (aiuta, aiuta, aiuta tantissimo) anche solo per andar in ufficio, a scuola, a far la spesa, piacetevi e se non vi piacete cambiate fino a piacervi, iniziate da adesso. i nostri demoni, alla fine, non se ne andranno da soli.

per me due cose: spero di dover studiare e voglio riuscire a correre una maratona negli ultimi mesi dell’anno, gli allenamenti partono a gennaio, se volete son qua.

grazie, vi voglio bene.

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2 thoughts on “discorso di fine anno

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