karoo di steve tesich

karoo

non c’è capanna, ufficio, appartamento, angolino o cantuccio sulla faccia della terra che non si trasformi in sala d’attesa laddove un uomo aspetta che succeda qualcosa. pag. 316

grandissimo libro. fra ieri sera e stamattina ho fatto fuori le 400 pagine che mi mancavano delle 450 totali. non sono andata a correre finché non ho chiuso il libro e tolto il segnalibro che uso sempre. dalla copertina vien da pensare che ci sarà da ridere? dalle prime 30 pagine vien da pensare che è il cugino di barney (quello della versione di, che se non l’hai letto, leggilo e poi torna da queste parti)? amico di tony pagoda? se anche rispondi si, e sono validissimi motivi per iniziare/continuare la lettura, poi andando avanti si cambia espressione e si matura (nel senso fruttariano della parola) con lui, con karoo. karoo è lo script doctor più pagato di hollywood, quello che sistema sceneggiature fiacche e come re mida fa diventare oro tutto quello che tocca, distrugge un capolavoro (pag.210 una ricerca così irriducibile della perfezione era incomprensibile per me) di un vecchio regista per renderlo masticabile e digeribile a quanto più pubblico possibile, non senza dubbi ma spinto da egoismi. milionario, sposato, divorziato (dianah la vedo come una diane keaton tirata molto, molto a lucido splendente in ristoranti extra-lusso pronti alla decadenza), padre adottivo di billy, si giustifica in qualsiasi discutibilissima azione, si nasconde dietro a finte sbronze (non riesce ad ubriacarsi neanche con botti di gin), rimanda impegni che non siano lavorativi con il suo grande capo burattinaio della hollywood che conta, per arrivare -400 pagine dopo- ad implorare perdono, a non ottenerlo. per caso karoo incontra la madre naturale di billy. iniziano viaggi in prima classe, in hotel con suite di lusso, che portano in spagna, che collegano continuamente ny a venice e ritorno, fino alla casa sulla cascata in pennsylvania che dovrebbero esser sfondi ideali per la sceneggiatura più importante della sua vita, quella perfetta che non vuol portar sullo schermo ma che andrà (è convinto) a consolidare in maniera definitiva equilibri familiari estremamente precari e noi -spettatori proprio come al cinema- ad aver capito ogni cosa a chiederci quando capirà lui. karoo non vince, è schiacciato da dolore, anni e malattia. in uno slancio ultimo ed estremo riesce comunque a scriverci (proprio a noi) il suo ulisse. mi è piaciuto moltissimo. mi ha inchiodata alle pagine, sensazione che adoro e che non mi capita spesso di provare: le ultime 100 sono di un’intensità, violenza e peso rari.FallingwaterWright

autore mai sentito prima, wiki mi aiuta ma non soddisfa la curiosità: stojan steve tesich (in serbo Стојан Стив Тешић, stojan stiv sešić; užice, 29 settembre 1942 – sydney, 1º luglio 1996) è stato uno sceneggiatore,drammaturgo e scrittore jugoslavo naturalizzato statunitense. ha preso l’oscar per la migliore sceneggiatura originale nel 1980 con  all american boys (breaking away) [altra mia dimostrazione di ignoranza abissale: mai sentito prima]

[..] sentirsi riconoscenti, considerarsi fortunati, è un compito gravoso. un lavorio costante della psiche per tenere tutto a fuoco. e arriva il momento in cui uno desidera prendersi un sabbatico dal significato. pag. 246

 

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3 thoughts on “karoo di steve tesich

  1. Ciaooo! Ti ho trovata tramite la spora! e il titolo del tuo blog mi ha fatto sorridere! Cavoli io invece quando hanno le distribuito le tette sono finita in ultima fila :-(

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