pyongyang, cronache birmane e cronache di gerusalemme di guy delisle

11541592_10153138850433821_1328869150_oli avevo fermi sul tavolino da mesi. ho iniziato il primo e non mi son più fermata fino all’ultima pagina di gerusalemme. fumetti a 360°: grafica accattivante, realistica, con un sarcasmo affilato e un autoironia spassosa. guy delisle è un disegnatore che si è trovato per qualche mese a pyongyang (corea del nord) a lavorare. che ci crediate o no proprio lì c’è lo studio SEK: uno fra gli studi di animazione più influenti del mondo, con 1500 lavoratori e 70 compagnie di tutte le nazionalità servite. descrive realisticamente la sua permanenza in ognuna delle località che danno i titoli ai volumi. il primo lo porta a pyongyang per lavoro, gli altri due segue la compagna che lavora per medici senza frontiere (MSF), in birmania con un figlio, a gerusalemme con due. capolavori di cronaca e informativa politica, analizza al posto nostro usi e costumi e chiede di veder chiaro anche se dalla “più comoda” prospettiva dell’ospite straniero e non turista. quello che mi ha impressionato di più è stato indubbiamente pyongyang, alla fine del libro ci son i luoghi principali della città indicati con coordinate rintracciabili tramite google. questo mi ha fatto tornar in mente una serata al FEFF di due anni fa quando al teatrone di udine c’è stata la presentazione di un film nord-coreano Comrade Kim Goes Flying con la presenza sul palco di attrice e produttrice in abito tradizionale da cerimonia. film di regime (seppur coprodotto belgio e UK) fa apparire magnifica la vita in miniera dalla fanciulla (SEMPRE SPLENDENTE SORRIDENTE E MAI STANCA) protagonista che vede realizzato il sogno di diventare trapezista. applausi a scena aperta e risate (agghiacciate) del pubblico. non so che acrobazie diplomatiche deve aver fatto la squadra del FEFF per farle uscire dai confini. l’anno raccontato in cronache birmane lascia “meno” sconvolti se letto mezz’ora dopo pyongyang. cronache di gerusalemme spiega e facilita la comprensione del casino che c’è in israele.
son fumetti, o graphic novel come si dice adesso, godibilissimi che cercano di spiegare senza cader troppo nel tragico (e riuscendo anche a farci ridere su) situazioni politiche lontane anni luce dal nostro vivere. guy delisle disegna i problemi pratici del suo quotidiano sperimentare da expat sullo sfondo di crisi internazionali ed equilibri tenuti in bilico sulle punte dei fucili. la grandissima forza rimane l’ironia che generosamente non riserva solo a se stesso. le crisi ipocondriache in birmania son spassose, così come la compagna, impegnata con MSF, che passa per una santa martire al soldo di un pazzo strampalato che quando non può disegnare fotografa di corsa, se può e senza rischiare la fucilazione sul posto.

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