free hugs

60520c7e771ce2d5f2b1b61a31de7ddeè tanto che non parlo di tango perché nonostante la perseveranza (diabolica) di quasi 10 anni di lezioni, la pazienza infinita di maestri maestosi e ballerini magnifici e comprensivi, i risultati son appena il minimo per raggiungere la sufficienza, un sei tirato.

abbracci. il tango non è coreografia: è accoglienza e ascolto, è affidarsi e fidarsi, è regalarsi interamente per una manciata di minuti. chi ci vede (solo) un preambolo al conoscersi in senso biblico cade in errore. ma quelli sono gli stessi che associano il tango alla rosa rossa fra i denti e alla pubblicità dell’amaro in tv.

a lezione capita di far esercizi alla cieca: tenendo gli occhi chiusi (perché si balla anche a occhi chiusi) non si sa sempre con chi si sta ballando ma è bellissimo e “democratico” (cit.) così. alla fine abbiamo abbracciato senza vedere i ballerini che hanno condiviso un tango. alcuni li ho riconosciuti, altri no. e proprio gli abbracci sconosciuti son stati quelli più generosi, di nutrimento e conforto: l’anonimato disinibisce. da qualche parte ho visto il video di qualcuno che si è piazzato fermo in un punto di una grande città con un cartello in mano: “free hugs”. funziona. fa bene. se fatto bene. non aver paura di darsi. dopo dieci anni è il più grande insegnamento che mi hanno dato i miei maestri di tango, e  non l’unicof5fa9798c041633c72333091f109e16f 745e16cd9f3c714317b0b4a88f120027 46ae2ee80629d945950f5ff466721f91 .

io son una che abbraccia molto in generale, ma poche persone nello specifico. molto a scuola. è nato anni fa quando una bimba aveva la mamma in ospedale, era l’abbraccio terapeutico. oggi è diventato quotidiano. ed è una grande ricompensa esser avvicinate anche da quei bambini che hanno tenuto per mesi la distanza con te e arrivano con uno sguardo che sembra chiedere se possono metterti le braccia attorno al collo. non si fidano di loro, si imbarazzano, si vergognano.

io di loro mi fido sempre. aspettano. ma io non ho scadenza. quest’anno ci son bimbe che hanno bisogno di abbracci, di una linea telepatica personalissima  (a prova di #caracollega) forte e sicura tanto da sfondare il pavimento che divide le nostre aule.

immagini da quella miniera che è pinterest

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