(ancora) a far flanella a venezia #biennale2015

ci son delle volte che andare a venezia mi è necessario, senza un motivo particolare. questa volta mi son lasciata intortare da mia sorella per la biennale, mai stata prima, curiosa di entrare all’arsenale che mi aveva sempre lasciato fuori da porte chiuse in tutti questi anni di amoroso frequentare. son sempre stata piuttosto fredda di fronte alla biennale.

[fin qui avevo scritto, poi c’è stata parigi e il 13 novembre nel mezzo vista in TV, incollata davanti per quasi 48h prima di uscire di casa]

 poi si è ripreso a respirare, con più calma. si salta un respiro ogni tanto, per un pensiero che si fa più pesante e incombe e soffoca. non si può mollare dicono, ma non si può far finta di niente.

[e torno a dire, oggi è il 22 novembre, quello che volevo dire della biennale] l’arte contemporanea non la capisco,dev’esserci qualcuno a spiegarmela, magari da un’audioguida cui non devo correr dietro e che mi può dare tutto il tempo sospeso che mi serve davanti a qualcosa che non capisco per niente.  di solito succede così. alla biennale mi è parso impossibile in un giorno solo. mi son fatta prendere dalla gente intorno, ho guardato con la pancia quello che incontravo camminando fra arsenale e giardini sotto un sole clementissimo per esser autunno a venezia. sono rimasta ipnotizzata da una giovanissima pianista che trovandosi in gita con compagnucce tutte vestite con gli stessi zaini e le stesse scarpe cromaticamente ammucchiate, si è impossessata del piano di un’installazione e ha dato grande prova di sé, lei si è messa a suonare e il brusio di fondo è immediatamente finito.  non ho capito i chili di perle che mi hanno stregato, come fanno sempre le perle con me. ho corso dietro agli alberi mobili francesi per raccogliere i commenti dei bambini e le stronzate che hanno raccontato i grandi per raccontarli, mi son angosciata in altri padiglioni che mi hanno fatta scappare fuori in tempi rapidissimi. l’unica cosa che ci deve salvare è prendere le cose di pancia, esser curiosi senza far finta di sapere tutto. anzi. 

Annunci

One thought on “(ancora) a far flanella a venezia #biennale2015

  1. “l’arte contemporanea non la capisco”.

    Forse perchè, come da Bonito Oliva, non c’è più il mercato dell’arte, c’è l’arte del mercato.

    Immagino sia parte dello spirito del tempo, l’ Universale Puttanificazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...