plus on lit, plus on grandit!

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capita di rado di poter incontrare, ascoltare un autore e rimanerne affascinata tanto quanto dai suoi libri. ha del miracoloso. oggi sì!

ho adorato ascoltare madame marie-aude murail, il tempo è volato ed è passato troppo presto. ho sentito tutto con la pancia.

una di noi: però modello dio ultrachic. 

il perché del leggere, del leggere a voce alta per i piccoli e per i grandi, del perché si fa fatica a leggere a voce alta. dei tre motivi per cui non piace leggere a voce alta: perché è semplice, perché è gratuito e perché ai bambini piace tantissimo  (fosse caro, fosse brutto e non piacesse costerebbe 50€ l’ora). genitori all’ascolto non lamentatevi se i vostri pargoli non leggono se non leggete nemmeno voi, avete libri per casa? i pargoli hanno libri di loro propria proprietà? iniziate a leggere voi per primi, tutto il resto seguirà. di tutti i racconti di rientro dalle vacanze di natale non ne ho ascoltato uno in cui il regalo fosse un libro. perché un libro non è un regalo.

solo colui che legge riesce a trasmettere il gusto di leggere

non sono solo assolutamente in linea con le motivazioni della lettura ai piccoli ma anche con la personale analisi dell’io lettore che ha fatto e che mi porto dentro. le crisi da lettore, la confidenza, l’intimità dentro le pagine, LA SOLITUDINE COME PRIVILEGIO ESSENZIALE DI CHI LEGGE.  madame è un affabulatore speciale, un fascinoso incantatore che non ha paura di dire nulla, complice un francese che fa da lingua magica quando si tratta di cose meravigliose. 

il libro cartaceo è un ecosistema, una nicchia ecologica dove vivono in simbiosi totale scrittore e lettore

il contratto che ogni lettore sigla con il libro che legge: di solitudine, di immersione, di presa di distanza da tutto quello che è altro, di riflessione, di lettura profonda, di fruscio della pagina, di sospiro di benessere e di grazie quando finisco un libro, lo chiudo e lo appoggio sul mio petto 

madame ha sparato a zero (con grande buon senso e senza minimamente accennare al fantomatico profumo della carta) su kindle, tablet e compagnia cantanti, invocando un rientro alla carta, alla pagina scritta di buona qualità, alla scrittura sorvegliata per allontanarsi da tristi presagi in prospettive non troppo lontane. chiari echi da 1984, da fahrenheit terrorizzano non poco. un impeto intellettuale mi avrebbe portata a disintegrare ogni tecnologia disponibile – se non si fosse riassorbito fortunatamente nel tempo di un aperitivo-.

invidio tanto perle: la vicina di casa di madame (6 anni, genitori separati, papà lontano) che la va a trovare, si siede comoda, me la immagino su qualche cuscino più grande di lei, e la ascolta leggere a voce alta.

merci madame!
merci damatrà!

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