benedizione di kent haruf

haruf

sono rimasta indietro con le recensioni, ho letto molto poco rispetto ad altri periodi, ma ho letto poco e bene e mi son voluta prender tutto il tempo per leggere swann. ho letto poco e scritto anche meno.

benedizione è uno di quei libri che passano al microscopio e cristallizzano la vita, negli eventi più comuni e drammatici. un fine vita dove non si riesce (credo come probabilmente succede il più delle volte) a far i conti con tutti, prima di chiudere la pratica. mi ha molto ricordato stoner  ma benedizione riesce ad essere ancora più asciutto e lascia molta storia dei personaggi “protagonisti” in sospeso. fa specie usare “protagonisti” per questo tipo di romanzo, non si pensa mai di poter esser “protagonisti” nella vita di tutti i giorni, nel quotidiano, nello sporco delle lenzuola e la miseria fisica cui ti costringe (malgrado tutto) una malattia.

poi si dice che è difficile leggere proust? inseguire fra giardini, balli, salotti mademoiselle insopportabili e madame spocchiose, prendere e riprendere e scorrere frasi infinite, indossarle come fili di perle perfette e carezzarle durante tutta una giornata è più difficile del leggere di cancro, malattie terminali, consapevolezza del trapasso, cose che si conoscono di più e da più vicino?

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