il club degli incorreggibili ottimisti di jean-michel guenassia

Il-club-degli-incorreggibili-ottimisti-Recensione-del-libro-di-J.-M.-Guenassia-680x365

le vocazioni sono un terno al lotto

inizia con il funerale di sartre, 19 aprile 1980 con due persone che si incontrano dopo 20 anni e poi ci si immerge in un grande flash back, si torna indietro, dall’inizio.

ci sono compiti insormontabili quali affrontare la realtà, dire la verità, o riconoscere i propri errori. si svicola, si scansa, si passa ad altro e si fa propria la morale gesuitica: mentire per omissione non è mentire.

è un romanzo bellissimo che ho letto tutto d’un fiato. un po’ perché avevo bisogno di respirare dopo mesi di solo studio, un po’ perché era lì da tempo, consiglio di amici fidati, fidatissimi. c’è parigi, c’è la storia di michel che diventa grande ma è  una scusa che serve da megafono per le vite di tutti quelli che ha la fortuna di avere intorno. per lui che ci sta dentro, immerso, una formazione migliore di quella di un qualsiasi liceo parigino blasonato.

il club degli incorreggibili ottimisti nasce il 30 maggio del ’56, si chiude lunedì 6 luglio del ’64. al balto locale ideale in una parigi che salta agli occhi, nella sala dietro, quella nascosta, si scrive, si gioca a scacchi e si discute. michel alle soglie dell’adolescenza, ci mette il naso e viene adottato da una sfilata di grandissimi personaggi, esuli nostalgici dalla grecia e dell’URSS. le motivazioni della partenza, l’approdo a parigi e le loro storie si rivelano e si svolgono fino all’ultima pagina, non sono sempre ragioni politiche quelle che portano all’allontanamento. ci son grandissime storie d’amore, avventure, passioni, segreti, parole non dette. tutto in una dimensione fatta di lettere, di penne che grattano la carta, da camere oscure e ritocchi a mano, di comunicazioni rese difficili da lingue diverse e linee telefoniche antiche. ogni personaggio potrebbe essere un libro a sé stante. resta la grande storia dei primi decenni del 900 e quella storia minore di michel e della sua famiglia che si staglia comunque sulla storia francese e algerina. non sono una grande amante dei romanzi storici, ma questo fa sembrare vera ogni storia che racconta, ogni intreccio.

è al momento dell’avventura che si valutano i ribelli

michel alla fine cresce, lascia quasi tutti i suoi maestri, qualche personaggio non trova una chiusura alla sua storia e sfuma fra le pagine. un romanzo che profuma di poesia.

nessuno può distinguere le lacrime dalla pioggia

 

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