le fantastiche avventure di chéri #64

gmalla tv ci son due americani che si fanno incidere sul cruscotto dell’auto la loro data di anniversario.

dd. – e tu neanche ti ricordi…
chéri – come no? sei tu che non ti ricordi, io si: 10 giugno 2007
dd. – … (senza parole)
chéri – visto?
dd. – ma allora è vero amore!
chéri – no, è solo buona memoria

[per dovere di cronaca: poi mi ha offerto un’incisione sul cruscotto]

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discorso di fine anno 2017

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me l’aspettavo.

era qualche anno che tutto andava bene. lo stavo aspettando e mi chiedevo come avrei affrontato eventi nefasti all’alba dei 45. non è stata una sorpresa aver un anno che non ha funzionato bene fino all’ultimo giorno, è stata una sorpresa l’esser diventata grande tutta in una volta, l’aver dovuto prender decisioni che non erano le mie fino a qualche mese fa, la necessità di gestire cose di cui ignoravo placidamente l’esistenza. prendere atto che chi non ha mai avuto bisogno di niente e di nessuno adesso è cambiato, non è detto in male. ho perso una collega eccezionale con cui bastava uno sguardo per capirsi, una donna forte e d’esempio anche e soprattutto per come ha mostrato le sue fragilità senza paura del giudizio, una maestra fenomenale da cui imparare ogni gesto, quella che mi ha detto una delle cose che mi ripeto più spesso: devo fidarmi di qualcuno, perché io non mi fido mai. mai, di nessuno.
mi è mancata la nonna wanda, il primo anno senza la sua presenza potentissima e incombente, il perno di ogni esistenza della mia scassata famiglia senza bambini piccoli, è mancata a tutti, fino alle lacrime, tante volte.
ho ripreso peso, mi detesto per questo, ci ho sempre lottato ad armi impari, nonostante i 1500 km corsi quest’anno, le sudate, l’allenamento per la maratona, non son riuscita a tenerlo a bada. neanche il milione di dollari in vestitini svelandrini taglia 38/40 che ho nell’armadio ha placato la fame nervosa che mi ha preso, di nuovo, tante volte.
scappo, ovviamente correndo, di notte, nel freddo, cadendo nel pantano e sporcandomi tutta da quest’anno non felice, di poche ma meravigliose letture, di proust che mi ha coccolata ed è uno dei pochi uomini che mi hanno aspettata a lungo, sorridenti, pazienti e sicuri del mio ritorno. continua il bisogno di punti fermi, di punti dove arrivare, di traguardi da tagliare, di obiettivi da raggiungere, da preparare, che siano maratona o esami di stato, senza la presunzione (ridicola) di potercela fare, ma con la sicurezza di non mollare mai un cazxo.

mi auguro, vi auguro, una forte autodisciplina, perché vabbè saturno contro, vabbè la sfiga, vabbè la vita, ma è la disciplina che dobbiamo darci che ci fa vedere quanta forza abbiamo, sempre, dentro.

che il 2018 ci vada piano.

LAZIO! VERGOGNA!

mentre la FIGC ipocritamente vuol far leggere brani del diario di anna frank prima delle partite (come curare il cancro con la camomilla) invece di buttar fuori dal campionato la lazio [E NON VENITE A DIRMI CHE E’ SOLO UNA FRANGIA DELLA TIFOSERIA], qui, nelle trincee vere ci si prepara al prossimo#unlibrolungoungiorno2017 con la storia di erika, con l’isola in via degli uccelli, con le città che hanno sussurrato, perché il MIUR non avrà tanti soldi quanti ne ha la più sfigata delle squadre di serie A ma è piena di soldatesse con le pezze al culo che son pronte a resistere con un libro (più di uno) in mano, con un rossetto sbarlussego, i tacchi rossi e con il coraggio di sopportare ancora una volta i coglioni del calcio e di gridare che il#coraggiovienleggendo.
e mandate i figli a giocare a rugby.
#lamaestradida